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INCONTRI PER FIDANZATI E GIOVANI COPPIE DI SPOSI

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INCONTRI PER FIDANZATI E GIOVANI COPPIE DI SPOSI

ogni seconda domenica del mese

  dalle ore 17,00 alle 19,30

A seguire cena condivisa.

Convento del Crocifisso di Longiano 
 
 

E’ un percorso di accompagnamento dei giovani nel cammino dell’amore; un aiuto a vivere il fidanzamento e i primi anni di matrimonio come tempo di crescita umana e cristiana, per scoprire e vivere la propria vocazione.

 

DOPOSCUOLA

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Convegno con Osvaldo Poli

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L’associazione Homo Viator, in collaborazione con i Frati Minori Conventuali e l’Ordine Francescano Secolare di Longiano, ha realizzato un convegno dedicato alle famiglie dal titolo “Educatori si diventa in due: valorizzare la differenza di stile del padre dalla madre”. Come relatore è intervenuto il dott. Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta esperto di pedagogia. Marito e padre di famiglia, il dottor Poli si occupa di consulenza e formazione della coppia, ed è autore di numerose pubblicazioni sui temi legati all’educazione dei figli. Il convegno si è tenuto presso il convento del Santissimo Crocifisso di Longiano la prima domenica di marzo con l’affluenza di circa 300 persone.

Il padre e la madre possiedono modalità differenti nell’intendere l’educazione dei figli e nell’entrare in relazione con loro. Lo stile educativo della coppia è caratterizzato dalla personalità, dalla sensibilità e dalle doti di entrambi i genitori in misura uguale. Oggi ci troviamo in un tessuto culturale piuttosto ostile allo stile paterno, spesso oggetto di svalutazione, come se uomini e donne, dovessero aderire ad un dominante stile educativo materno. Ciò tende ad imprimere nei figli uno spiccato tratto di immaturità e pertanto rende necessario riscoprire le potenzialità educative maschili quali elementi imprescindibili per un’armoniosa crescita dei figli.
Nella prima parte della vita dei figli l’educazione è in prevalenza consegnata alle madri, naturalmente preposte a dare risposta ai bisogni dei bambini. In questa fase il padre è chiamato a farsi guidare dalla moglie ed interiorizzare la sensibilità femminile nel rapporto con i figli. Il tempo del padre, come protagonista attivo e insostituibile nell’educazione dei figli, è l’adolescenze. Di fronte al figlio adolescente, la madre sperimenta una certa impotenza, avverte di non essere più indispensabile, lasciando contemporaneamente rifiorire i propri interessi personali messi da parte per fare spazio al figlio. E’ necessario in questo delicato passaggio che la madre conduca il figlio ad entrare in relazione con il padre. Il figlio non più bambino è naturalmente attratto dalla figura paterna e il pensiero del padre diventa oggetto del suo desiderio. I maschi aspirano a comprendere il sistema valoriale del padre, per concludere il proprio processo di identificazione col maschile. Le figlie, già identificate con la madre, ricercano il confronto col padre per capire come possono piacergli. Maschi e femmine, attraverso la relazione con il padre, sperimentano un rapporto esigente, che li pone in ricerca della stima dei genitori e non più solamente dell’affetto. Questo li incoraggia nel dimostrare le proprie capacità e a tirare fuori le proprie risorse.
Lo stile educativo della madre è dedicato alla protezione del figlio, quello del padre all’incoraggiamento. La madre (protezione) è mossa prevalentemente dall’intenzione di evitare in tutti i modi sofferenze al figlio. Il dolore, il limite, gli errori del figlio sono vissuti da lei con intensa responsabilità, al punto da essere disposta ad accollarsene la fatica. Il padre (incoraggiamento) riesce a vedere in modo più distaccato che il carattere e il temperamento del figlio non derivano solo da un determinismo educativo. Il padre, integra il pensiero femminile nel difficile momento del trasmettere i valori condivisi dai coniugi ai figli mettendoli davanti ai propri errori e alle inevitabili inconsistenze. Questo aiuta gli adolescenti a superare la paura della fatica e, attraverso il sacrificio di se, ad amare e a lasciarsi amare. Per questo il padre è chiamato a manifestarsi come figura di fede, accompagnando il figlio attraverso la fatica della crescita. Certamente tale passaggio è tanto più possibile quanto più il padre lo abbia già sperimentato su se stesso. Il figlio, trainato dalla fiducia riposta nei genitori e dal bisogno della loro stima può accettare la fatica e il dolore di fare propri i valori proposti per la propria crescita.
Per l’intero percorso educativo è importante dunque che tra madre e padre ci sia uno scambio delle differenti modalità e sensibilità educative. Il dialogo aiuta i genitori a diminuire gli errori di entrambi e sostiene e valorizza l’impegno di ciascuno. Per i figli il dialogo di coppia rappresenta il terzo genitore. L’altro, infatti conosce i punti deboli del coniuge e i meccanismi psicologici che potrebbero farlo sbagliare. Il dialogo di coppia nutre il rapporto e lo rende fecondo, anche nell’educazione dei figli. Per questo è importante superare le paure e le resistenze nel comunicarsi all’altro, dirsi come ci si vede come padre e come madre anche nelle difficoltà e nei limiti. Queste parole alimentano e fanno l’amore, per diventare genitori migliori e persone migliori.
 


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